L’arpia è una creatura con il corpo di uccello e il volto di donna. Nel mito greco incarna le bufere, nell’Inferno di Dante tormenta i suicidi, nel fantasy è diventata il mostro che piomba dall’alto. Esiste perfino un vero rapace che porta il suo nome. Qui vediamo da dove viene l’arpia, come è cambiata nei secoli e come usarla in un romanzo o a un tavolo da gioco.

Arpia: chi era nel mito greco

Per i Greci le arpie erano personificazioni dei venti di tempesta. Esiodo ne nomina due, Aello («bufera») e Ocipete («colei che vola rapida»), figlie di Taumante ed Elettra e sorelle di Iride. Virgilio aggiunge Celeno, «la scura»; in Omero compare invece Podarge, «piedi veloci».

Le arpie arcaiche non erano affatto disgustose: erano fanciulle alate dai bei capelli. L’orrore arriva dopo, quando diventano uccelli dal volto di donna, con artigli e fame perenne.

Il mito più celebre è quello di Fineo, re di Tracia. Secondo una versione, gli dèi lo puniscono per aver rivelato troppo del futuro e gli mandano le arpie, che gli rubano o insozzano il cibo. Lo liberano gli Argonauti Calais e Zete, ma Iride li convince a risparmiare le arpie in cambio della promessa di lasciare in pace Fineo.

l'arpia ruba e insozza il cibo di Fineo, attaccando la tavola con gli artigli dove l'uomo, anziano, si appresta a mangiare

L’arpia nell’Inferno di Dante

Dante le colloca nel canto XIII, nella selva dei suicidi. «Le brutte Arpie» fanno il nido tra alberi dai rami contorti, con spine velenose al posto dei frutti. Le anime dei suicidi sono diventate piante e le arpie ne spezzano le fronde, facendole sanguinare e lamentare. L’immagine viene da Virgilio, che le colloca alle isole Strofadi.

Qui l’arpia non è più una tempesta: è un carnefice.

arpia, nel bosco dei suicidi dell'Inferno di Dante, con in bocca un rametto di uno degli alberi viventi, da cui cola sangue

Nota: l’aquila arpia. Uno dei più grandi e potenti rapaci delle foreste tropicali americane si chiama Harpia harpyja. Lo battezzò così Linneo nel 1758, dall’arpia mitologica. È l’uccello nazionale di Panama.

aquila arpia appollaiata su un ramo, in una foresta del sud America

L’arpia nel fantasy e nei giochi di ruolo

Nel fantasy l’arpia è quasi sempre il mostro da affrontare: l’imboscata dall’alto, il pericolo che arriva da dove non guardi. Il suo nome è passato anche nel linguaggio comune: per estensione, «arpia» indica una persona avida e rapace. Già in Shakespeare, Benedetto chiama arpia la lingua tagliente di Beatrice.

Come per il goblin e il coboldo, cambia tutto se giri il punto di vista. Un’arpia vista da vicino ha fame, un territorio e un motivo per colpire.

infografica che descrive l'evoluzione della figura dell'arpia, dal mito antico greco, in cui erano belle fanciulle con le ali, ai mostri orrendi di Dante, fino all'aquila arpia battezzata da Linneo

Come scrivere o giocare un’arpia

  • Il volo è vantaggio e limite. Colpisce dall’alto e fugge, ma in un cunicolo o a terra perde tutto. Costruisci le scene sul terreno.
  • Dalle un movente. Nel mito è la fame a definire le arpie. Un movente più umano, come proteggere un nido o vendicare una perdita, trasforma il mostro in un personaggio e il lettore la capisce anche quando non la perdona.
  • Scegli: bufera o carnefice. Per Esiodo sono vento, per Dante sono strumento di punizione. Decidi quale delle due è la tua arpia, e perché.
  • Dai un nome che significa qualcosa. Il mito usa nomi parlanti: «bufera», «ala rapida», «la scura».

Rakka è l’arpia del romanzo Fcking Fantasy* e uno dei cinque protagonisti non umani. Il suo movente è la vendetta: gli umani le hanno distrutto il nido e ucciso le figlie, e non erano innocenti, dato che rapivano e mangiavano i bambini. È per questo che si mette in viaggio con la banda di Occhifurbi. È, per certi versi, la meno malvagia del gruppo, poiché la sua rabbia è in parte giustificata, ma resta comunque un’antieroina senza redenzione, che come gli altri è ben contenta di uccidere. Non cerca di redimersi, né vuole vendetta diretta contro il suo aguzzino, ma se la prende con tutta la razza umana. Non è il mostro che piomba sul gruppo dal soffitto della caverna, perché si è invaso il suo territorio. Attacca con uno scopo preciso. Se ti interessa la prospettiva dei mostri, leggi Giocare un mostro nei giochi di ruolo e Grimdark: il fantasy senza eroi.

Rakka, l'arpia, sorvola di notte antiche rovine

Domande e risposte

Chi sono le arpie nella mitologia greca? Personificazioni dei venti di tempesta, figlie di Taumante ed Elettra. Esiodo ne cita due, Aello e Ocipete; Virgilio aggiunge Celeno.

Com’è fatta un’arpia? Corpo di uccello, volto di donna, artigli. Le più antiche erano descritte come fanciulle alate e veloci, non come mostri ripugnanti.

Cosa fanno le arpie nell’Inferno di Dante? Nel canto XIII nidificano nella selva dei suicidi e spezzano i rami degli alberi in cui sono trasformate le anime, tormentandole.

Esiste un’arpia reale? Sì: l’aquila arpia (Harpia harpyja), un grande rapace delle foreste tropicali americane, nominata da Linneo dal mostro mitologico.

Si può giocare un’arpia in un GDR? Dipende dal sistema, ma giocare dalla parte dei mostri è possibile. Il GDR Fucking Roleplay, incluso nell’ebook, si gioca proprio così. Ne parla Giocare un mostro nei giochi di ruolo.

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