Una delle creature più curiose del mondo fantasy è di sicuro il coboldo. Compare ovunque, ma ognuno lo interpreta come vuole. Mettiamo un pò di ordine.
Il coboldo è uno spirito del folklore tedesco: piccolo, dispettoso, a volte utile, mai davvero affidabile. Ha persino lasciato il nome nella tavola periodica, perché il cobalto (simbolo Co) si chiama così per colpa sua. Qui vediamo da dove viene il coboldo, cosa c’entrano i minatori d’argento, in che cosa differisce dal goblin e come usarlo in un romanzo o a un tavolo da gioco.
Coboldo: chi è nel folklore tedesco
Kobold è una parola tedesca che indica uno spirito o un folletto. La credenza è attestata almeno dal XIII secolo, quando i contadini tedeschi intagliavano effigi di coboldi per le loro case. L’origine del nome resta incerta: tra le ipotesi c’è un legame con il kofewalt, lo «spirito che governa una stanza», e un composto che significherebbe «spirito della stalla».
La tradizione distingue tre tipi di coboldo:
- Domestico. Ambivalente: svolge qualche faccenda in casa, ma si vendica con i dispetti se viene offeso o trascurato. Heinzelmann, Hödekin e Goldemar sono tra i più noti.
- Delle miniere. Abita sottoterra e tormenta chi scava.
- Di bordo. Il Klabautermann vive sulle navi e aiuta i marinai.
L’aspetto più comune è quello di una figura umanoide grande come un bambino piccolo.

Coboldo e cobalto: il folletto nella tavola periodica
Nelle miniere d’argento dei monti Harz capitava di estrarre una roccia che sembrava ricca e non dava argento. Era contaminata da arsenico e zolfo: rovinava il minerale e, secondo l’Oxford English Dictionary, faceva ammalare i minatori. La colpa andò al coboldo, e quella roccia prese il suo nome. Persino la scienza riconosce quanto è irritante questa creatura!
Nota: il cobalto (Co). Dal tedesco kobold deriva il nome dell’elemento con numero atomico 27. La sua identificazione si attribuisce allo svedese Georg Brandt, nel 1733. Anche il nichel, l’elemento successivo, ha un nome da folletto: viene dal tedesco Kupfernickel, «folletto di rame».
Un minerale contenente cobalto serviva inoltre, dal Cinquecento, a colorare di blu il vetro.

Coboldo e goblin: simili, non uguali
Nel fantasy i due vengono spesso confusi: piccoli, dispettosi, legati al sottosuolo. Ma l’etimologia non li unisce: i dizionari fanno risalire goblin al francese normanno gobelin e giudicano non dimostrata la parentela con kobold.
Sul piano narrativo la differenza utile è un’altra. Il goblin del fantasy moderno è una creatura di branco e di rapina (ne parliamo in Goblin nel fantasy). Il coboldo conserva qualcosa del folklore: è legato a un luogo, la miniera, la tana, il tesoro che custodisce, e si comporta da padrone di casa.
Il coboldo nel fantasy e nei giochi di ruolo
Dungeons & Dragons lo include fin dal 1974. Nelle prime edizioni è un piccolo umanoide dall’aspetto canino; dalla terza edizione diventa un rettile imparentato con i draghi. Per anni è stato il primo nemico dei giocatori alle prime armi: debole, piccolo, pochi punti ferita.
Un articolo di Dragon Magazine del 1987, «Tucker’s Kobolds», ribaltò l’idea: coboldi che scavano cunicoli, piazzano trappole e fanno guerriglia contro un gruppo di avventurieri. La lezione vale anche per chi scrive: un coboldo non è pericoloso per la forza, ma per ciò che sa del posto in cui vive.

Come scrivere o giocare un coboldo
- La piccolezza è un vincolo. Vince con trappole, numeri e terreno. Costruisci le scene da lì.
- Dagli un luogo. Un territorio da difendere o da sfruttare lo rende un personaggio, non un nemico generico.
- Tieni l’ambivalenza. Il folklore lo vuole utile se rispettato e vendicativo se offeso: è già un antieroe.
- Usa la superstizione con una causa vera. I minatori davano la colpa a uno spirito per un veleno reale, l’arsenico. Nel tuo mondo magia e causa fisica possono convivere, e il lettore sente che il mondo ha una logica.
Nel romanzo Fcking Fantasy* il coboldo è Golalercia, uno dei protagonisti non umani della storia: un antieroe, non un nemico da primo livello. Se ti interessa la prospettiva dei mostri, leggi Giocare un mostro nei giochi di ruolo e Grimdark: il fantasy senza eroi. Il resto del mondo è nella pagina F*cking Fantasy.

FAQ
Che cos’è un coboldo?
Uno spirito del folklore tedesco, piccolo, legato a case, miniere o navi. Aiuta se rispettato e fa dispetti se offeso.
Perché il cobalto si chiama così?
Da kobold: i minatori d’argento davano al coboldo la colpa di una roccia contaminata che non dava argento e li faceva ammalare.
Coboldo e goblin sono la stessa cosa?
No. Nel fantasy si confondono spesso, ma sono figure distinte e l’etimologia non le collega in modo dimostrato.
Com’è fatto un coboldo?
Nel folklore è un umanoide grande come un bambino piccolo. In D&D è canino nelle prime edizioni e rettiliano dalla terza.
Si può giocare un coboldo in un GDR?
Dipende dal sistema: spesso è un mostro avversario, ma giocare dalla parte dei mostri è possibile. Ne parla Giocare un mostro nei giochi di ruolo.
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